Spende $57.000 per una carta Pokemon dal fondo per il Covid: ora sotto indagine per truffa

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Una carta Pokémon rara è costata molto cara a un uomo negli USA, ma gli costerà ancora di più come conseguenza di aver usato i fondi governativi per l’acquisto.

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Usereste i soldi dell’azienda in cui lavorate per fare un acquisto personale? Questo è quello che è accaduto negli Usa. L’uomo però non ha acquistato una macchina o un altro bene voluttuario, ma una carta Pokemon rarissima, per cui ha speso ben 57mila euro.

Il fatto è stato ricostruito dagli agenti federali dell’FBI che hanno scoperto come l’indagato abbia addirittura utilizzato fondi governativi che erano destinati come risarcimento per i danni causati dal Covid. L’accusa è ovviamente di truffa.

Vinath Oudomsine, che vive in Dublin, Georgia, ha chiesto il supporto economico del programma Economic Injury Loan, l’EIDL, che eroga fondi perduti per chi ha subito gravi danni economici causati da vari eventi, tra cui appunto la pandemia.

Oudomsine ha dichiarato che gli affari erano crollati a causa dei lockdown, cosa del resto capitata in tutto il mondo e così questo risarcimento è stato erogato senza problemi. Ovviamente questo denaro non può essere speso a piacimento, ma è regolato da precise norme che ne impongono l’utilizzo per saldare affitti, stipendi, mutui o affitti, costi per le attrezzature e quanto altro legato al business. Come noto, del resto, la legislazione americana è molto ferrea per quanto riguarda la tassazione e l’uso di fondi statali.

Imprenditore froda il fisco americano per comprare una carta Pokemon da 57mila dollari

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Invece l’uomo, che aveva ottenuto 85mila dollari, ne ha spesi 57789 per comprare una sola carta Pokemon molto rara, ma di cui non si conosce il tipo. C’è infatti un mercato davvero florido per questo tipo di collezione, tanto che poco tempo fa un Charizard oleografico del 1999 è stato battuto a quasi 400mila euro.

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Le autorità hanno capito che c’era qualcosa che non andava nelle richieste, riscontrando delle incongruenze: l’uomo aveva dichiarato che la sua azienda con dieci dipendenti aveva un fatturato di oltre 200mila dollari, dato non credibile ad una prima verifica. L’indagine ha così portato all’incredibile scoperta, che ovviamente avrà delle ricadute pesantissime: oltre all’accusa di frode fiscale che comporta il rischio di una condanna fino a 20 anni di carcere, è prevista una multa da 250mila dollari.

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