In medicina la tecnologia fa passi da gigante: ecco le ossa sintetiche che sostituiranno le protesi

Un nuovo tipo di ossa potrebbe sostituire le protesi. Sembra incredibile, vero? Eppure è proprio quello che potrebbe accadere in futuro grazie ad un assurdo progetto in corso. Vediamo di che si tratta.

In medicina la tecnologia fa passi da gigante: ecco le ossa sintetiche che sostituiranno le protesi
Le protesi sono molto importanti per coloro che hanno perso un arto – Computermagazine.it

È da molti anni che la comunità scientifica si occupa di lavorare in maniera intensiva per sviluppare un’alternativa sintetica alle protesi. Lo scopo sarebbe quello di riparare velocemente i tessuti malati o danneggiati, portando il paziente ad avere nuovamente le parti del corpo risanate.

Per fare ciò hanno pensato di concentrarsi sull’evoluzione della proliferazione cellulare con una particolare tecnica di laboratorio che, grazie alla crescita di cellule ossee sui materiali “scaffold“, poteva essere possibile creare un supporto biologico compatibile da implementare nel corpo di una persona. Come hanno continuato l’esperimento?

Il risultato delle sperimentazioni

In medicina la tecnologia fa passi da gigante: ecco le ossa sintetiche che sostituiranno le protesi
Questo nuovo tipo di ossa potrebbe rivoluzionare il mondo scientifico – Computermagazine.it

Anche se questo poteva avere successo, ovviamente pure le impalcature avevano bisogno di una rete interconnessa di pori per consentire alle cellule e ai nutrienti di diffondersi. Così facendo era garantita la rigenerazione di un nuovo tessuto osseo.

Tuttavia, ad occuparsi di cercare un nuovo metodo per velocizzare la coltivazione del tessuto osseo sintetico sono stati i ricercati della McGill University, i quali hanno modificato la struttura interna di uno specifico materiale, chiamato ossido di grafene. Quest’ultimo è un composto ultra sottile e molto resistente che viene utilizzato in quantità elevati nell’elettronica, nell’ottica, nella chimica, nella biologia e nell’ingegneria energetica.

Il team di ricercatori, però, ha fatto una scoperta sensazionale: aggiungendo un’emulsione di olio e acqua all’ossido di grafene, e congelandolo a diverse temperature precise, potevano produrre alcune quantità differenti di pori per tutto il materiale. In seguito hanno inserito nell’impalcatura le staminali del midollo ossei di topo, e da qui hanno potuto vedere come il nuovo approccio permettesse la rigenerazione del tessuto osseo negli umani.

Marta Cerruti, una professoressa che ha partecipato al progetto, ha affermato al riguardo che: “Abbiamo dimostrato che gli scaffold sono completamente biocompatibili, che le cellule sono molto reattive quando vengo poste in quella sede e che sono in grado di penetrare attraverso l’impalcatura e colonizzarla per intero“. Yiwen Chen, una dottoressa, ha lasciato la sua dichiarazione sulle pagine della rivista Carbon, dicendo ciò: “Per quanto ne sappiamo, questa è la prima volta che le persone usano la luce di un sincrotrone per vedere la struttura degli scaffold di ossido di grafene“.

Gestione cookie