Guerra in Ucraina: ora nel mirino di Anonymus c’è la Nestlé, l’azienda degli squisiti dolcetti

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Dopo un “ultimatum” tramite il quale Anonymous si é rivolto alla multinazionale, concedendole 48 ore di tempo per interrompere qualsiasi attività esercitata in Russia, la Nestlé, rimanendo ferma sulle sue decisioni, si è vista sottrarre informazioni private poi pubblicate dal collettivo tramite il web.

Nestlè Anonymous ComputerMagazine.it 23 Marzo 2023
Nuovo attacco di Anonymous nella cyber-guerra contro la Russia: questa volta contro la Nestlé – ComputerMagazine.it

Email, password, informazioni e dettagli sensibili dei propri clienti aziendali: è questo il materiale che un gruppo di hacker facente parte del collettivo di Anonymous ha sottratto alla Nestlé e poi reso pubblico attraverso il web.

Due giorni prima, Anonymous aveva intimato alla multinazionale svizzera che, se non avesse interrotto ogni attività esercitata su suolo russo entro 48 ore, avrebbe subìto un attacco “punitivo”. Giunto poi puntale, per un totale di almeno 10 GB di dati sottratti e poi diffusi sul web, rivendicati ufficialmente su Twitter.

“Stiamo facendo tutto il possibile in Ucraina e nei paesi limitrofi per aiutare ad alleviare questa catastrofe umanitaria”, aveva dichiarato la Nestlé in risposta ad Anonymous, tentando di dissuadere il collettivo dal compiere l’attacco, sottolineando inoltre di essere “ancora una delle poche aziende alimentari attive in Ucraina in grado di distribuire cibo a Kharkiv”.

Nemmeno la dichiarazione della multinazionale di non ottenere alcun profitto dalle attività svolte in Russia, anch’essa espressa a mo’ di deterrente, è servita ad evitare l’appropriazione ed il leak dei dati.

Gli ultimi attacchi effettuati dal collettivo

Attacco Nestlè Anonymous ComputerMagazine.it 23 Marzo 2023
Sono almeno 10 i gigabyte di materiale sottratto alla Nestlé e pubblicato da Anonymous – ComputerMagazine.it

In ordine tempo, l’attacco alla Nestlé è l’ultimo “assalto” della cyber-guerra dichiarata da Anonymous contro la Russia sin dall’inizio dell’invasione in Ucraina, a partire dalle prime azioni di invio di messaggi al popolo russo che riportavano la frase “Questa non é la tua guerra, ma del tuo governo”.

E poi il blocco dei siti web delle compagnie russe di gas e di petrolio, al termine dello scorso mese di Febbraio, seguito dalla diffusione dei dati sensibili personali di 120 mila soldati e di circa 40 mila documenti dell’Istituto di Sicurezza Nucleare di Mosca, nonché la pubblicazione su Twitter del presunto piano di attacco datato 18 Gennaio 2022, un mese prima dell’avvio dell’invasione, e l’oscuramento di VKontakte, la versione russa di Facebook.

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