Immuni: il Governo non conosce il numero degli utenti

Il dato relativo al numero di utenti di Immuni non è reale. Un qui pro quo che riguarda il download.

Immuni
Immuni by Immuni

Sembra che l’app di tracciamento non consenta il tracciamento! Un divertente gioco di parole! Perché, in effetti, al contrario di Google, Apple ha deciso di non condividere col Governo italiano il numero di utenti che hanno effettivamente installato l’app Immuni. Di conseguenza, il numero effettivo di utenti di Immuni comunicato periodicamente dal Governo risulta più basso rispetto ai dati tecnici di download.

Secondo i grafici, il numero di installazioni, a partire dal 15 giugno 2020, è passato da 1.584.663 a 4.907.010 del 12 ottobre. Tali dati sono stati divulgati da Wired dopo aver fatto una richiesta di accesso agli atti al Ministero della Salute per conoscere il numero di installazioni attive. Ovviamente, solo dati di dispositivi Android.

POTREBBE INTERESSARTI –> Xbox Series X, Microsoft lancia la consolle con un evento per il 10 novembre

Differenza tra download ed utilizzo dell’app Immuni

App Immuni
App Immuni by Immuni

La questione si fa più intricata, visto che i conti non tornano. Qualcuno potrebbe pensare che il solo fatto di aver scaricato l’app rappresenti un numero da calcolare per entrare nel totale degli utenti. Ma non è così semplice.

Ipotizziamo: una persona decide d’installare l’app Immuni. Per svariati motivi, potrebbe non aprirla mai, o aprirla solo per curiosità, o entrare senza monitorare spesso il contatto con positivi e, magari, disinstallarla. Quella persona verrà conteggiata nel numero dei download, ma non risulterà tra i dati del Governo. Ecco che tutto risulta falsato.

Normalmente, dati download e dati ministeriali devono essere messi a confronto. Senza quelli IOS, ciò non è possibile. Difatti, un altro grafico su Wired mostra la comparazioni fra tutti i dati disponibili: download totali, download Android, utenti Android. Mancando un pezzo, il Governo non è in grado di comunicare il numero in installazioni attive.

Questo groviglio porta conseguenze notevoli: alcuni utenti hanno scoperto, solo con ritardo, di essere stati esposti a contatti a rischio contagio. Automaticamente, era tardi anche per un isolamento fiduciario.

POTREBBE INTERESSARTI –> Lockdown, la bufala della chisura per il 2 novembre gira per Facebook

 

 

Gestione cookie