Caso TikTok Palermo: Garante chiede spiegazioni a Facebook e Instagram

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TikTok (Ansa)
TikTok, app smartphone (Ansa)

Il blocco ai minori under-13 non verificati di TikTok, a seguito del suicidio della bambina di 10 anni di Palermo, si estende anche ad altri social. Il Garante per la protezione dei dati personali a tutela dei minori sui social ha infatti diramato una nota nelle scorse ore in cui si legge: “Nei giorni scorsi alcuni articoli di stampa hanno riportato la notizia che la minore avrebbe diversi profili aperti sui due social network. L’Autorità ha dunque chiesto a Facebook, che controlla anche Instagram, di fornire una serie di informazioni, a partire da quanti e quali profili avesse la minore e, qualora questa circostanza venisse confermata, su come sia stato possibile, per una minore di 10 anni, iscriversi alle due piattaforme”. Il Garante della Privacy aggiunge: “Ma ha chiesto soprattutto di fornire precise indicazioni sulle modalità di iscrizione ai due social e sulle verifiche dell’età dell’utente adottate per controllare il rispetto dell’età minima di iscrizione”. L’autorità si attende una risposta da parte del social di Mark Zuckerberg nel giro di 15 giorni, e la verifica, si legge ancora sulla nota, “sarà estesa anche agli altri social, in particolare riguardo alle modalità di accesso alle piattaforme da parte dei minori”.

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CASO TIKTOK PALERMO, GARANTE PRIVACY E LA DECISIONE STORICA

Il Garante della Privacy chiede quindi spiegazione ai social di Zuckerberg, leggasi Facebook e Instagram, in cui la bambina di 10 anni aveva aperto dei profili nonostante l’età minima richiesta, previo sempre consenso dei genitori, sia di 13 anni. Nessuno aveva quindi verificato l’età della piccola e di conseguenza ci si domanda perchè sia successo. Non è da escludere di conseguenza che i due social subiscano la stessa sorte di TikTok, ovvero, un blocco nel caso in cui non riuscissero a verificare l’esatta età degli utenti. Attenzione, le piattaforme non verranno bloccate in toto, ma gli utenti con età non verificabile non potranno pubblicare nuovi contenuti. Una decisione per certi versi storica, che potrebbe aprire a conseguenze fino ad oggi impensabili per il mondo dei social network, da molti, un enorme spazio web privo di alcuna regolamentazione.

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