Libertà cognitiva e privacy mentale a rischio? Cosa c’è da sapere

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Tra macchine e tecnologie che alterano, leggono ed inferiscono sui pensieri delle persone i significati di libertà cognitiva e privacy mentale assumono un nuovo significato. Matteo Flora e Guido Scorza ci chiariscono le idee di un mondo complesso

Matteo Flora è un esperto di digitale, che lavora come professore a contratto presso l’Università di Pavia nella Corporate Reputation. Ogni lunedì pubblica la sua rubrica #Garantismi sul canale YouTube che oggi è giunta alla quarta punta. Stavolta si parla della libertà cognitiva e della privacy mentale. Un tema molto complesso, per cui è molto complesso capire quando si oltrepassa il limite e c’è il rischio di ledere le persone nella propria interezza. Ad affiancarlo nella spiegazione di alcuni meccanismi, come sempre, c’è il membro del Garante per la protezione dei dati personali Guido Scorza

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Libertà cognitiva e privacy mentale, il pensiero non è più inviolabile? Come stanno le cose

Il progresso delle tecnologie dedite ad interagire con il sistema nervoso viaggiano sempre più spedito. Ad oggi esistono strumenti per monitorare, interpretare ed influenzare i pensieri delle persone.

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Il processo scientifico rischia, però, di mettere in pericolo l’autonomia intellettuale e la sfera del pensiero potrebbe diventare un dominio non più inviolabile dall’essere umano. C’è molto da riflettere su quelli che sono gli strumenti giuridici da utilizzare per tutelare il diritto all’integrità mentale e per gestire i dati derivati connessi. A chiarire le idee sui delicati meccanismi, come sempre, ci hanno pensato Matteo Flora e l’avvocato Guido Scorza.

Il video del servizio:

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