Apple Watch può essere usato per monitorare le patologie cardiovascolari?

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La gamma di smartwatch Apple Watch sarebbe in grado di stabilire quanto un utente sia fragile da un punto di vista cardiovascolare. A sostenerlo è un recente studio dell’Università di Stanford.

Apple Watch
Apple Watch al centro dello studio dell’Università di Stanford (fonte foto: apple.com)

Che Apple Watch, nel tempo, si sarebbe rivelato un valido strumento per osservare quotidianamente lo stato di salute degli utenti era evidente sin dal lancio del primo modello.

Con l’ultima versione rilasciata lo scorso settembre, la casa di Cupertino aveva arricchito le funzionalità di monitoraggio della salute del paziente con un sensore di rilevamento del livello di ossigenazione nel sangue. Ampliando i parametri su cui stilare un quadro generale dell’andamento della salute dell’utente.

A confermare l’attendibilità dei dati rilevati dallo smartwatch di casa Apple sarebbe un recente studio pubblicato lo scorso 24 marzo dall’Università di Stanford; secondo l’indagine l’Apple Watch sarebbe in grado di determinare con accuratezza lo stato delle condizioni cardiovascolari del possessore.

Apple Watch, lo studio sulle fragilità cardiovascolari dell’Università di Stanford.

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Logo ufficiale Apple (Apple.com)

I dati utili alla ricerca sono stati ricavati durante alcuni test del cammino della durata di 6 minuti, (noti come “6MWT” o six minute walking test) effettuati su un campione di 110 pazienti affetti da malattie cardiovascolari, utilizzando iPhone, Apple Watch e l’app VascTrac.

Il 6MWT è un esame molto diffuso e di facile esecuzione. Serve a valutare la distanza percorsa il più velocemente possibile dal paziente in un preciso lasso di tempo, 6 minuti appunto, su un “itinerario” in piano. Vagliando attentamente le variazioni nella frequenza cardiaca e nella saturazione dell’ossigeno.

I dati raccolti nei 6 mesi dei test condotti in casa sono stati archiviati e poi confrontati con i valori rilevati in esami omologhi; ma in ambito ospedaliero.

Secondo lo studio condotto dai ricercatori dell’Università di Stanford gli smartwatch di casa Apple sarebbero stati in grado di valutare, sotto supervisione medica in un centro clinico, la fragilità dei pazienti con una sensibilità del 90% e con una specificità dell’85%.

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Si abbassano, invece, le percentuali di rilevamento, se consideriamo i test del cammino fatti a casa (sensibilità all’83%, specificità al 60%).

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Sulla base dei dati raccolti, analizzati e incrociati con quelli ricavati in un contesto clinico, lo studio conclude affermando che Apple Watch può essere impiegato per monitorare a distanza le fragilità cardiovascolari dei pazienti.

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