Stavolta Perseverance non ce la fa: fallisce il primo tentativo di raccolta campioni

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Il rover Perseverance ha mancato il bersaglio: stavolta non è riuscito a raccogliere campioni su Marte. Ecco cosa è successo.

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Perseverance stavolta ha fallito il bersaglio (by Adobestock)

Brutte notizie per la NASA, che a dispetto di quanto accaduto in precedenza sembra stavolta aver mancato il bersaglio. Il rover Perseverance difatti non è riuscito a raccogliere campioni di roccia sul Pianeta Rosso, con grande delusione di chi invece si aspettava i risultatati legittimi.

Perseverance era arrivato su Marte nello scorso mese di febbraio, con l’obiettivo di raccogliere campioni di suolo da analizzare per capire se sul pianeta si nascondano forme di vita alternativa. Era partito più di un anno fa dalla Florida alla volta del cratere Jezero, purtroppo però in questo caso non è riuscito a portare a termine i propri obiettivi.

Secondo gli studi all’interno del cratere si nascondeva un lago, oltre 3,5 miliardi di anni fa. Le sue acque erano profonde circa 500 metri, e la “pozza” si era formata in seguito all’impatto di un asteroide che aveva eroso e rimodellato quella zona che oggi la NASA chiama “Cratered Floor Fractured Roughs”.

Perseverance non è riuscito a raccogliere i campioni di roccia: ecco come proseguirà adesso la missione

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Il rover Perseverance è arrivato su Marte a febbraio (by Adobestock)

Son passati milioni, anzi miliardi di anni dalla formazione del cratere Jezero, e nel frattempo il clima sul Pianeta Rosso appare profondamente cambiato. Inizialmente l’obiettivo della NASA era racimolare una trentina di campioni rocciosi grazie a Perseverance, in modo tale da poterli esaminare meglio all’interno dei suoi laboratori terrestri. Ma non è andata così.

Dagli studi sarebbero dovute emergere testimonianze chiare riguardo un’eventuale forma di vita extra-terrestre, passandone al setaccio tutte le caratteristiche. Per portare a termine la raccolta erano stati messi in preventivo più o meno undici giorni, mentre i pezzi di roccia non superano le dimensioni di un gessetto.

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Per eseguire i suoi prelievi Perseverance sfrutta un trapano a percussione ed una punta di carotaggio cava. Gli strumenti sono piazzati ai lati del braccio robotico, grazie ai dispositivi telemetrici sappiamo inoltre che sono stati effettivamente utilizzati e le provette messe al sicuro, c’è però un particolare inquietante.

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Alla prova del peso difatti i campioni raccolti (in tutto 43) sembrano essere vuoti, per cui qualcosa deve essere andato storto. Non abbiamo certezze su quanto accaduto, forse un problema con l’hardware: ad ogni modo, per un regolare prosieguo della missione, il team addetto nei prossimi giorni effettuerà  alcuni interventi diagnostici. Al momento ancora nulla è perduto, tra qualche settimana ne sapremo di più: lo sbarco dell’uomo su Marte è previsto per il 2030, quindi meglio non compiere altri passi falsi.

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