Italiani sul podio: grande vittoria per la squadra di hacker “etici” del nostro Paese

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Un altro grande successo per l’Italia in questo magico 2021, anche se questa volta lo sport e i premi Nobel non hanno nulla a che fare: un team azzurro è arrivato sul podio nel campionato di hacker etici, ed ora vi spieghiamo tutti i dettagli.

Il team Italia di hacker etici (Foto Ansa)
Il team Italia di hacker etici terzo agli europei (Foto Ansa)

Ad ottenere questo importante riconoscimento nel campo dell’informatica è stato un giovane team di hacker che è giunto appunto terzo ai Campionati europei di cybersicurezza organizzati dall’Enisa, l’Agenzia dell’Unione europea per la cybersicurezza all’edizione 2021, così come scrive l’agenzia Ansa. Un risultato davvero importante quello raggiunto dai nostri connazionali, che apre le porte senza dubbio ad una delle professioni più richieste del momento, ovvero, quello degli esperti in cybersicurezza, la sicurezza informatica, alla luce anche della recente costituzione in Italia di un’Agenza per la cybersicurezza nazionale.

Team Italia di hacker etici (Foto Techprincess)
Team Italia di hacker etici: che traguardo! (Foto Techprincess)

ITALIA TERZA AI CAMPIONATI EUROPEI DEGLI HACKER ETICI: UN GRANDE SUCCESSO

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Il campionato europeo di categoria viene ospitato a rotazione da una città appunto del Vecchio Continente e quest’anno la fase finale si è svolta in quel di Praga, nella splendida Repubblica Ceca, e ha visto gli italiani ottenere la medaglia di bronzo, terzo gradino del podio, dietro ai colleghi tedeschi, giunti secondi, e con i polacchi che invece hanno fatto meglio di tutti gli altri. In totale la squadra italiana di hacker etici era composta da 20 esperti di informatica, fra cui anche una ragazza, a dimostrazione di come questa professione sia appunto etica, aperta a qualsiasi sesso. I ragazzi azzurri erano tutti molto giovani, visto che il più grande aveva solo 23 anni e il più piccolo addirittura minorenne, avendo solo 16 anni, e le loro origini spaziano fra varie città del nostro paese, Roma, Padova, Pisa, Milano, Genova, Venezia, Bologna, Parma e Torino, che sono anche le città che ospitano le università in cui studiano gli stessi membri del team.

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«Siamo soddisfatti perché la nazionale italiana ha dato il massimo e l’impegno dei nostri ragazzi è testimoniato dal fatto che, alla chiusura delle classifiche pubbliche, l’Italia era comunque la prima squadra», sono le parole rilasciate da Paolo Prinetto, direttore del Laboratorio nazionale di cybersecurity del Cini, il Consorzio interuniversitario nazionale per l’informatica, che ha il mandato dall’Unità Cybersecurity della Repubblica Italiana di formare il Team Cyberdefender. «Per come è concepita l’intera competizione, i cambi di classifica possono essere estremamente repentini e fino all’ultimo abbiamo trattenuto il fiato – ha aggiunto – Vanno i nostri complimenti alla Polonia e alla Germania: dai ragazzi di ogni Paese abbiamo la prova che il mondo sta cambiando, in modo solidale, verso una realtà che mette davvero al centro la sicurezza». Il team azzurro di hacker, così come gli altri europei, prevede anche un coordinatore, leggasi Gaspare Ferraro, e un allenatore, Mario Polino, come se la squadra fosse un club di calcio. I campioni europei sono coincisi con la prima uscita ufficiale del team.

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