Gli esperti avvertono: non hackerate le vostre e-bike!

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I più importanti produttori di e-bike e componenti, vedendo le ultime attività, uniscono le loro forze per contrastare lo sblocco di potenza e velocità contro le leggi europee relative all’hackeraggio delle e-bike. Verranno messi in atto metodi più decisi per contrastare queste pratiche

Hackeraggio dei motori per l’e-bike – ComputerMagazine.it

L’e-bike è la bicicletta del futuro? probabile, e chi conosce bene il mercato, sa sicuramente che in Europa la legge relativa alle biciclette elettriche impone il limite di potenza per i motori elettrici di 250 watt, e come conseguenza, l’interruzione dell’assistenza della pedalata una volta raggiunta la velocità di 25 km/h. Questo non significa certo che che una e-bike non può andare più veloce di 25 km/h, ma solo che da lì in poi il motore si disattiva e la spinta in più deve arrivare tutta dai muscoli del rider se vuole mantenere quell’andatura.

Ad alcuni biker però questo limite non è mai andato giù, sentendosi negata la libertà di prendere il volo,  e sono nati nel tempo diversi metodi per aggirare questa regola. Da quelli più semplici e accessibili a tutti come ad esempio quello che inganna il sensore magnetico, a quelli che si basano sull’elettronica, un po’ più complicati s non si naviga bene nel genere, aggiungendo dispositivi che bypassano o alterano il software originale della parte elettrica per andare più veloce.

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Perchè è così pericoloso hackerare un’e-bike?

Si tratta ovviamente in primo luogo di pratiche illegali, se l’e-bike viene poi utilizzata su strade pubbliche o aree pubbliche (un po’ come quando si altera il motore di una macchina) ed ora le più importati aziende del settore si sono unite tra loro esclusivamente per contrastare maggiormente il fenomeno d’hackeraggio. Riunite sotto la CONEBI (Confederation of European Bicycle Industry), ovvero 15 associazioni nazionali e 68 aziende, che hanno firmato una dichiarazione di intenti per prevenire le azioni di hacking dei loro sistemi sulle biciclette.

Tra i nomi dei firmatari possiamo trovare  alcuni dei più importanti produttori di motori, Bafang, Bosch, Brose e Shimano, ed anche brand vecchi e nuovi del mondo e-bike come Giant, GoCycle, Haibike, Gazelle, Riese & Müller, Specialized, Tern e Trek. Questo un estratto della lettera di intenti, che potete trovare anche online:

I membri del CONEBI si oppongono a qualsiasi tipo di manipolazione delle e-bike e dei sistemi di azionamento delle e-bike, ad esempio per aumentare le prestazioni o la velocità massima supportata. La guida di e-bike manipolate su strade pubbliche può non solo portare a problemi tecnici, ma anche comportare gravi conseguenze legali. I kit di manomissione e altri tipi di manipolazione possono danneggiare il sistema di trasmissione e la bicicletta stessa. I rider rischiano di perdere la loro garanzia e invalidare le loro richieste di garanzia. Se si verifica un incidente con una e-bike manomessa, può comportare costi elevati e perseguimento penale“.

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Per rendere la vita un po’ più complicata  a chi vuole modificare le e-bike e quindi infrangere la legge, i firmatari si impegneranno nel rivedere gli standard anti manomissione, valutarne l’efficacia, ed eventualmente migliorarli se considerati insufficienti. Non lo fanno per chissà quale ragione economica, ma perchè così vuole la legge, e meno incidenti vengono causati dalle e-bike, meno valutazioni negative si aggireranno attorno a questo prodotto.

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