Tesla soffia sotto al naso di Apple, le batterie sono di Elon Musk

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Ma la famigerata iCar di Apple, di cui tanto si parla da un sacco di tempo, s’ha da fare? Stando agli ultimi rumours, potrebbe essere successo un “pasticciaccio” con Tesla: Elon Musk infatti sembra aver “soffiato” da sotto al naso le batterie LFP ad Apple, per la sua nuova macchina elettrica, mettendo di fatto Cupertino KO.

Apple Car (Adobe Stock)
Apple Car (Adobe Stock)

Ma andiamo con ordine: Tesla aveva già come fornitore l’attuale partner CATL. Lo smacco è dovuto al fatto che i rumours estivi sull’utilizzo da parte di Tesla delle batterie LFP (litio-ferro-fosfato) fornite da BYD siano stati confermati.

Quello che è cambiato, è la destinazione d’uso. Non si parla più infatti di Tesla Model 2, un’auto compatta che avrebbe potuto montare le cosiddette “blade battery”, le batterie a lama. Il modello non viene più menzionato in nessun progetto, ma allo stesso tempo i media asiatici riportano che Tesla avrebbe chiuso un accordo con BYD per queste batterie a lama per le versione standard range di Model 3 e Model Y.

Tesla e le batterie: cambio di programma ai danni di Apple?

Tesla Supercharger (Adobe Stock)
Tesla Supercharger (Adobe Stock)

Insomma, al momento la Model 3 Standard Range è già dotata di batterie LFP, anche se al momento sono fornite solamente dal partner CATL. Ma poiché Elon Musk ha deciso di passare alle batterie senza cobalto, almeno per quanto riguarda le Standard Range destinate al mercato americano, probabilmente un solo fornitore non basta.

Ecco spuntare dunque l’accordo con BYD per 10 GWh all’anno: una quantità di energia spropositata, sufficiente per produrre la bellezza di quasi 200.000 Model 3 SR (181 mila per la precisione) e 161 mila Model Y SR (questo modello al momento è destinato al solo mercato cinese)

Le lame di BYD hanno una densità energetica superiore rispetto al prodotto di CATL, e questo è dovuto proprio alla loro particolare forma: 150 Wh/kg contro 126 Wh/kg. Ciò significa perle auto maggiore autonomia o eventualmente una maggiore leggerezza, che produrrebbe lo stesso risultato di aumentata autonomia.

Questa mossa non è solamente un goal pazzesco di Tesla in termini di prestazioni. Si tratta, come dicevamo, di uno smacco pesantissimo alla concorrenza diretta. Infatti come anticipato, anche Apple era in discussioni con CATL e BYD per ottenere le famose batterie a lama per la produzione della famosa iCar. I tecnici di Cupertino le vogliono usare per questa innovativa automobile, uno dei pochi prodotti che ancora manca in casa Apple, e le stavano cercando in Cina insieme a un Team dedicato.

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Ma si vede che entrambe le compagnie “preferiscono Tesla”, così si dice nell’ambiente: CATL ha detto direttamente di no all’offerta di Apple, ufficialmente per i costi di una nuova fabbrica in USA ritenuti preoccupanti. Per quanto riguarda BYD invece, che la fabbrica in California ce l’ha, la compagnia ha addotto come scusa la mancanza di personale e quindi ha rifiutato di creare una divisione interamente dedicata a Apple.

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Insomma, Elon Musk è davvero come il prezzemolo, sta dappertutto. E se a qualcuno dà fastidio… Tesla gli strizza l’occhiolino

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