Voyager la macchina per il teletrasporto nello spazio e nel tempo, parola di questa innovativa startup

E’ volato dalla sua Francia a Dubai, sede di Expo 2020 l’esposizione universale che ha mantenuto l’anno nel quale si sarebbe dovuta svolgere ma è slittata causa Covid-19 ad ottobre 2021 fino al 31 marzo 2022, per miracol mostrare.

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Ecco il “teletrasporto” Voyager di Immertech – Computermagazine.it

Voyager by Immertech è qualcosa che si avvicina molto alle macchine del tempo esistenti prima d’ora soltanto nei film. Con la sua capsula, i visitatori possono viaggiare in pratica senza muoversi.

Concepita come una capsula spazio-temporale in cui i viaggiatori del tempo si accomodano per vivere un’esperienza senza tempo, questa macchina transalpina, inventata da Stephane Brard, fondatore e CEO di Immertech, utilizza un algoritmo innovativo e brevettato per proiettare le immagini in uno spazio dedicato a 360°.

La prima macchina del tempo e di teletrasporto al mondo

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Voyager by Immertech, quanto di più vicino al teletrasporto – Adobe Stock

Voyager By Immertech ha posto per massimo quattro persone in contemporanea, e può essere utilizzata come macchina di teletrasporto. Con la sua telecamera a 360° installata da qualsiasi luogo specifico nel mondo, invierà immagini dal vivo da catturare nella capsula, consentendo di fatto agli utenti di visitare questo luogo senza muoversi.

L’opzione macchina del tempo è disponibile non solo per i viaggi, ma anche, per esempio, per rivivere uno storico concerto di Wembley, il discorso di Martin Luther King e altro ancora.

Il nostro prodotto è unico”. Stephane Brard non si nasconde, sa cos’ha creato. “È il primo teletrasporto e macchina del tempo al mondo – tuona il CEO di Voyager By Immertech – la nostra tecnologia utilizza un algoritmo per la gestione delle immagini prodotte dalle telecamere”.

Brard, laureato in ingegneria meccanica a Nevers, ha fondato la sua startup quattro anni fa. “In termini applicativi – continua – il nostro prodotto può essere utilizzato da grandi gruppi, ad esempio nel settore edile, per presentare nuovi cantieri e progetti, oppure nel settore energetico, per eseguire manutenzioni su piattaforme petrolifere e centrali nucleari”.

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Voyager By Immertech ha conquistato tutti, subito, sin dai tempi del suo sviluppo, visto che Stephene Brard ha ricevuto tre milioni di euro niente meno che da Bpi France, la banca pubblica di investimento francese. «La capsula consente di visitare e gestire da remoto luoghi pericolosi, come una piattaforma petrolifera offshore o l’interno di una centrale atomica – conclude – inoltre, questa capsula immersiva può essere utilizzata anche per l’intrattenimento offrendo viaggi nel tempo, basati su ambientazioni ricostruite”.

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Brard ha avuto il merito di non costruire un prototipo, ma un dispositivo pronto per essere venduto al primo acquirente, proprio all’Expo di Dubai: il modello base costa circa 200 mila euro. Già, perché ogni cliente può personalizzare il Voyager By Immertech, a suo piacimento.

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