Intervista a James Cameron: col crescere delle AI il rischio di un Terminator è sempre più possibile?

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La possibilità di manipolare la rappresentazione della realtà fisica attraverso la tecnologia digitale ha raggiunto livelli di sofisticazione mai visti prima: più vero del vero, in ultra definizione, ma in realtà è un “deepfake”. E, secondo il regista James Cameron, oggi il rischio di perdere il controllo é più elevato che mai.

James Cameron Deepfake Skynet ComputerMagazine.it 26 Gennaio 2022
Il Terminator, interpretato da Arnold Schwarzenegger, scritto e diretto da James Cameron – ComputerMagazine.it

“Il sistema andò online il 4 Agosto 1997. Skynet cominciò a imparare a ritmo esponenziale. Divenne autocosciente alle 2:14 del mattino, ora dell’Atlantico, del 29 Agosto.”: vi ricorda qualcosa? Con queste parole, attraverso uno dei suoi film di maggior successo James Cameron annunciava la rivoluzione dell’intelligenza artificiale, in grado di creare una rete di difesa contro l’umanità e di scatenare un olocausto nucleare.

Terminator” è un film genere thriller fantascientifico d’azione, distribuito nel 1984, e Skynet un “personaggio” fittizio. Eppure, quasi 40 anni dopo, quella rivoluzione della tecnologia in grado di raggiungere l’autocoscienza e di ribellarsi ai suoi creatori creando una vera e propria apocalisse, pare essere già cominciata. Almeno secondo Cameron.

Durante un’intervista rilasciata alla BBC la scorsa settimana, infatti, il regista canadese ha espresso allarme e preoccupazione circa gli sviluppi dell’intelligenza artificiale e della tecnologia del “Machine Learning”: queste tecnologie, applicate alla tecnica del “Deepfake” – che consente di sovrapporre immagini e video creati ad arte su immagini e video originali, rendendo pressoché impossibile riconoscere se siano veri o falsi – potrebbero secondo il regista sconvolgere il mondo dell’informazione, provocando una diffusione inarrestabile di notizie totalmente false ma, al contempo, anche totalmente credibili.

“Vedere per credere?”: i peggiori rischi di manipolazione secondo James Cameron

 “Questo è il grande problema che abbiamo oggi: per conoscere le notizie – ha dichiarato Cameron alla BBC – ci affidiamo in prevalenza ai video e nel frattempo il ciclo di diffusione delle notizie corre sempre più veloce, mentre gli spettatori interagiscono con esse con altrettanta velocità”. 

Per questo motivo, secondo Cameron, il pericolo di venire travolti da questo flusso di informazioni, senza avere il tempo di poter discernere tra ciò che è realtà e ciò che é finzione, rende la sua Skynet più realistica, addirittura già operativa nel mondo reale dei nostri giorni.

“Io stesso, proprio ora, potrei essere una proiezione generata da un’intelligenza artificiale. E quello che sta succedendo assomiglia in tutto e per tutto a Skynet: senza il bisogno di una guerra nucleare [come ipotizzato in “Terminator”, ndr], ma semplicemente rivoltando le nostre stesse menti contro noi stessi”, proprio attraverso il deepfake.

Come sconfiggere Skynet (e non ad Hollywood, ma nella realtà)

“É assolutamente prioritario far leva il più possibile sul pensiero critico” secondo Cameron, e domandarsi sempre “dove hai sentito quell’informazione?”, utilizzando tutti gli strumenti che abbiamo oggi a nostra disposizione per verificare la loro provenienza: “Spesso le persone non li usano. E invece comprendi quale sia la tua fonte, investiga sulla tua fonte e domandati se sia credibile oppure no.”.

E se davvero le previsioni che Cameron svelò al mondo 40 anni fa riguardo Skynet si sono rilevate “profetiche”, speriamo lo siano altrettanto quelle su John Connor, e che la società segua i principi del protagonista-eroe per non soccombere alla minaccia.

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