In arrivo la cometa più grande di sempre ed è diretta verso il nostro Sistema Solare

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Si sta avvicinando sempre di più verso il nostro Sistema Solare quella che è stata ribattezza la cometa più grande di sempre. Ed in effetti le sue dimensioni sono mastodontiche, visto che questo astro speciale ha un diametro di ben 120 chilometri, quasi quanto la distanza che separa Milano da Verona, mentre quella che estinse i dinosauri era di “soli” 10-12 km di diametro.

Cometa Bernardelli, 16/4/2022 - Computermagazine.it
Cometa Bernardelli, 16/4/2022 – Computermagazine.it

In ogni caso, come scrive anche il Corriere della Sera, non vi sarà nulla da temere per il nostro Pianeta, visto che, nel punto più vicino, sarà ben 1,8 miliardi di km da noi, una distanza che per noi comuni mortali è impossibile da immaginare. Tra l’altro questa distanza verrà raggiunta fra circa dieci anni, precisamente nel 2031, quando entrerà appunto nell’orbita di Saturno.

Cometa Bernardelli, 16/4/2022 - Computermagazine.it
Cometa Bernardelli, 16/4/2022 – Computermagazine.it

LA COMETA PIU’ GRANDE DI SEMPRE VERSO IL NOSTRO SISTEMA SOLARE: ECCO COSA SAPPIAMO

Si tratta ovviamente di una fortuna viste le enorme dimensioni della stessa Cometa, che in precedenza era stata misurata con un diametro di 137 chilometri, poi dimensione abbassata ai 120 di cui sopra, ed è appunto ben dieci volte più grande di quella che 66 milioni di anni fa colpì la Terra, causando l’estinzione dei dinosauri. Questo super astro è stato ribattezzato C/2014 UN271 Bernardinelli-Bernstein dal nome dei due scopritori, appunto l’astronomo cileno Pedro Bernardinelli e il collega americano Gary Bernstein, ed è stata identificata per la prima volta 12 anni fa, a novembre del 2010, grazie all’utilizzo del telescopio situato in quel Cerro Tolo, nelle Ande cilene; lo scorso 8 gennaio era stata analizzata più nel dettaglio grazie al telescopio spaziale Hubble mentre si trovava a una distanza di 3,5 miliardi di chilometri dal nostro pianeta, studio poi pubblicato nella rivista specializzata The Astrophysical Journal Letters.

«Questa cometa è solo la punta dell’iceberg delle migliaia di oggetti simili che orbitano ai margini del Sistema solare e che sono troppo lontani per poter essere visti», sono le parole di David Jewitt, professore di Scienze planetaria e astronomia all’Università della California a Los Angeles (Ucla), riportate dal Corriere della Sera. La più grande cometa mai scoperta sta viaggiando ad una velocità pazzesca, ben 35mila chilometri all’ora, ed è inoltre dotata di un’orbita ellittica, e proviene dalla zona più esterna del sistema solare, quella denominata Nube di Oort, dove, secondo le stime sarebbero esistiti fino ad un miliardo di diversi corpi ghiacciati e in parte rocciosi, “rimasugli delle fasi più antiche della formazione del Sistema solare”, specifica il Corriere della Sera. Ogni tanto succede che, per delle perturbazioni dovute al passaggio di stelle esterne al sistema solare, o per l’influsso della materia oscura, qualcuno di questi corpi viene sbalzato fuori dalla sua orbita per dirigersi verso le zone più remote, come appunto la cometa in oggetto.

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