Addio alla tecnologia a nastro? Nemmeno per sogno, ha ancora un lunga vita e 5 generazioni in arrivo

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Con l’obiettivo di arrivare alla quota astronomica di spazio compresso di 1,44 PetaByte (pari a 1.440 TeraByte), il consorzio composto dalle aziende HPE, IBM e Quantum allunga la vita dei nastri magnetici di ben 5 generazioni. Scopriamo i dettagli dell’ambizioso progetto.

Tecnologia a Nastro LTO ComputerMagazine.it 19 Settembre 2022
La tecnologia a nastro è tutt’altro che tramontata ed il consorzio per lo standard LTO annuncia i nuovi obiettivi per il prossimo futuro – ComputerMagazine.it

Chi lo dava per spacciato ed oramai per estinto dovrà ricredersi: perché lo standard LTO per l’archiviazione su nastri magnetici di dati è destinato a raggiungere la sua quattordicesima generazione di sviluppo.

Questa la decisione del consorzio composto dalle aziende HPE, IBM e Quantum che, attraverso la pubblicazione di una roadmap che si articola in cinque nuove generazioni di modelli, dal decimo al quattordicesimo, hanno reso noto l’ambizioso obiettivo di arrivare a raggiungere la quota astronomica di 1,44 PetaByte di spazio compresso.

Ciascuna cartuccia, quindi, potrà archiviare fino a 576 TeraByte di dati in uno spazio nativo e ben più del doppio, ovvero 1.440 TeraByte, di dati in uno spazio compresso. In altre parole, circa 32 volte la capacità attuale.

L’intramontabilità della tecnologia a nastro

Consorzio Tecnologia a Nastro LTO ComputerMagazine.it 19 Settembre 2022
La roadmap pianificata dal consorzio – ComputerMagazine.it

L’obiettivo ambizioso dei produttori HPE, IBM e Quantum é dunque quello di raddoppiare lo spazio di archiviazione ad ogni nuovo salto di generazione: il che non sarà comunque una passeggiata, considerate le difficoltà del passato recente di raggiungere lo stesso traguardo per la nona generazione, l’attuale, giunta a 18 TeraByte, rispetto all’ottava, che può archiviare fino a 12 TeraByte.

Tuttavia il consorzio si è detto deciso ad investire con convinzione nel futuro dello standard LTO e della tecnologia a nastro, che ritiene maggiormente sostenibile rispetto ai dischi a piatti magnetici, non avendo necessità di ulteriore energia dopo aver effettuato la scrittura e considerata la loro durabilità nel tempo.

Ed un’ultima considerazione, ma non per minor importanza, riguarda anche l’affidabilità del nastro nonché i costi, assai più ridotti dei supporti di archiviazione magnetica a disco, che lo scorso anno hanno condotto, secondo la rivista online di tecnologia Blocks and Files, ad un significativo aumento della domanda.

 

🔴 FONTE: edge9.hwupgrade.it

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