Ragni su Marte: la straordinaria scoperta che dimostra l’ipotesi Kieffer

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Sono stati scoperti dei “ragni” su Marte. Tranquilli, gli aracnofobici possono continuare a leggere l’articolo, visto che non si tratta di ragni intesi come insetti con mille zampe che fanno tanta paura a molti, ma semplicemente di depressioni su Marte a forma appunto di ragni.

Ragni su Marte (Foto Nasa)
Ragni su Marte scoperti (Foto Nasa)

Per via della loro particolare figura sono stati infatti chiamati dagli esperti “spiders”, appunto “ragni”, e sono stati localizzati in particolare nelle regioni polari dislocate nella zona sud del pianeta rosso. La scoperta, comunicata nelle scorse ore, è decisamente rilevante in quanto in nessun altro pianeta, Terra e Luna comprese, era mai stato osservato qualcosa di simile. A portare alla luce i “ragni” di Marte è stata una ricerca condotta dalla scienziata Lauren McKeown che, come scrive Esquire.it, ha rilevato per la prima volta una prova concreta della cosiddetti ipotesi Kieffer, secondo cui queste ramificazioni frattali sarebbero causate dall’innalzamento dell’anidride carbonica congelata, che si trova appunto nelle zone più fredde del pianeta Marte.

Trovati ragni su Marte (Foto Sputnik)
Trovati ragni su Marte: ecco di cosa si tratta (Foto Sputnik)

RAGNI SU MARTE: IL COMMENTO DELLA DOTTORESSA MCKEOWN

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“Questa ricerca presenta – le parole della stessa scienziata – la prima serie di prove empiriche per un processo di superficie che si pensa modifichi il paesaggio polare su Marte. L’ipotesi di Kieffer è stata ben accettata per oltre un decennio, ma fino ad ora è stata inquadrata in un contesto puramente teorico”. La dottoressa ha aggiunto e concluso: “Gli esperimenti mostrano direttamente che i modelli di ragno che osserviamo su Marte dall’orbita possono essere scolpiti dalla conversione diretta del ghiaccio secco dal solido al gas”.

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Ma da cosa sarebbero causati questi “spiders” marziani? La spiegazione è abbastanza semplice. Il pianeta rosso è molto lontano dal Sole rispetto a quanto lo sia la Terra, e di conseguenza, in occasione delle stagioni invernali sullo stesso Marte, l’anidride carbonica che si trova nell’atmosfera si congela al suolo, raggiungendo l’esterno temperature glaciali. Quando poi il pianeta si riavvicina nella sua orbita al Sole, il ghiaccio creatosi si riscalda diventando gassoso senza prima passare dallo stato liquido. Una volta che si verifica questo fenomeno, le lastre di anidride carbonica si spaccano e creano appunto che solchi nel terreno a forma di ragni. In passato il geofisico Kieffer aveva provocato a ricreare in laboratorio questo fenomeno, invano, ma ora vi sono le prove concrete.

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