Mining e Nintendo Game Boy, un’accoppiata possibile. Uno YouTuber ci dimostra come

Applicando delle modifiche alla configurazione originaria, un vecchio Nintendo Game Boy potrebbe essere usato per fare mining di criptovalute. Un video su YouTube ci dimostra il tentativo fatto e come allestire la propria mining rig basata sulla vecchia console portatile.

Mining e Nintendo GameBoy
Mining su Nintendo GameBoy (Fonte foto: youtube.com)

Il Nintendo Game Boy  è stata una delle console portatili ad aver venduto di più in assoluto (118 milioni di modelli), sbaragliando la concorrenza di Atari e Sega e rimanendo ai vertici per 14 anni. A quasi 32 anni  dall’esordio sul mercato il device della casa di Kyoto esce dalle teche dei collezionisti e torna protagonista. Limitatamente ad un curioso video esperimento su YouTube.

Minare Bitcoin, si sa, è un’attività che, per dare un minimo profitto, richiederebbe hardware di una certa rilevanza. Eppure lo YouTuber Stacksmashing sarebbe riuscito nell’impresa di appoggiarsi alla CPU Sharp della piccola console Nintendo (basata su una versione modificata dello Zilog Z80).

A testimoniarlo il video pubblicato due giorni fa sul suo canale YouTube, in cui vengono mostrati tutti i passaggi dell’esperimento.

Nintendo Game Boy e Mining, le fasi dell’esperimento.

Nintendo GameBoy e Mining
Mining avviato su Nintendo GameBoy (Fonte foto: youtube.com)

Il materiale utilizzato dallo YouTuber, oltre alla console portatile, include innanzitutto un Raspberry Pi Pico, una scheda con microcontrollore da pochi dollari che permette al Game Boy di interfacciarsi ad un computer e sfruttarne il collegamento a internet.

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Usando il vecchio Nintendo Game Link Cable, il cavo utilizzato all’epoca per il multiplayer locale tra due console, lo YouTuber è riuscito a collegare i due dispositivi. Agendo, tramite un convertitore a quattro canali, sulle tensioni differenti del Raspberry Pi Pico (3,3V) e del Link Cable (5V) per farli lavorare parallelamente; permettendo alla console di usare il PC per la connessione a internet e per l’inoltro del carico di lavoro alla console.

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I risultati, com’è lecito attendersi, non sono dei più confortanti. Collegato alla rete di mining lo sharp LR35902 della console Nintendo è riuscito a “minare” a 0,8 hashes al secondo. Come sostiene Stackmashing nel suo video, la comparazione con i moderni circuiti integrati o ASIC (application-specific intagrated circuit) che arrivano a circa 100 tera hashes risulta praticamente improponibile. Solo per arrivare a fare il mining di un Bitcoin – come osserva lo YouTuber – occorrerebbero svariati miliardi di anni.

Insomma, non il modo migliore per recuperare in tempi rapidi i soldi spesi durante l’adolescenza nell’acquisto di cartucce per la famosissima console della grande N.

 

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