Alla ricerca della “Seconda Terra”, il nuovo obiettivo degli scienziati

Da sempre, l’uomo è alla ricerca di un pianeta simile al nostro dove poter vivere. Così, gli scienziati usano il Sole per trovare una “Seconda Terra”.

Mondo
Pianeta Terra Photo by Pixabay

Uno degli obiettivi principali dell’uomo è sapere se esiste un pianeta come il nostro e se vi sono forme di vita simili alla nostra. Conoscendo ormai da tempo tutti i pianeti che appartengono al nostro sistema solare, l’unico posto in cui si può cercare è al di fuori di esso.

Non è un caso che negli anni siano stati girati così tanti film sugli alieni e sui viaggi nello spazio. Nonostante siamo oltre 7 miliardi nel mondo, certe volte sembra che l’uomo si senta solo. E poi c’è la forte sete di conoscenza, senza la quale non saremmo nulla.

È così che alcuni scienziati della NASA hanno deciso di escogitare nuovi meccanismi per studiare i mondi al di là del nostro, i cosiddetti esopianeti.

POTREBBE INTERESSARTI –> Google, ecco perché lo Store di New York sarà un evento senza precedenti

Una “Seconda Terra” tra gli esopianeti

Guardare al telescopio
Telescopio Foto di Tima Miroshnichenko da Pexels

In effetti, non è l’impresa più semplice del mondo. Dobbiamo considerare il fatto che non riusciamo a vedere gli esopianeti perché sono lontani anni luce.

Servirebbe un telescopio lungo almeno 97km, come spiegato da Slava Turyshev del Jet Propulsion Laboratory della NASA. Al momento, però, i telescopi più grandi hanno specchi di soli 10 metri circa. Mentre, il nuovo Extremely Large Telescope, in costruzione in Cile, avrà uno specchio che raggiungerà soltanto i 39m quando sarà terminato nel 2025.

Ecco perché Turyshev sta lavorando a un progetto molto ambizioso che consentirebbe di osservare un esopianeta lontanissimo sfruttando la potenza e le caratteristiche del Sole. Infatti, tutti gli elementi presenti nello spazio, come le stelle, tendono a distorcere la visibilità, amplificando anche la luce dei pianeti che lo circondano e creando il cosiddetto effetto lente gravitazionale.

Approfittando di questa deformazione, potremmo ottenere una risoluzione di 20 km per pixel. Saremmo in grado di vedere continenti, oceani e modelli meteorologici”

Ci sono, però, molti altri problemi che riguardano questa lente. Prima fra tutte è la distanza che bisogna raggiungere per vedere questa immagine riflessa in un anello (conosciuto come anello di Einstein) che sta intorno al Sole.

POTREBBE INTERESSARTI –> Bizarro, fastidioso e nocivo per i conti bancari: ecco il nuovo malware

Più precisamente, per poter vedere quest’immagine, è necessaria una distanza minima di 547,8 unità astronomiche, ovvero, bisogna allontanarsi fino ad almeno 82 miliardi di km dal Sole. Chiaramente, ora non esistono le tecnologie adatte per poterlo fare ma si spera di riuscire a svilupparle al più presto.

Spazio
Galassia Photo by Pixabay
Gestione cookie