C’è una cometa che sta viaggiando a tutta velocità verso il Sole: cosa accadrà all’impatto?

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Una cometa sta viaggiando a tutta velocità verso il Sole: si tratta della stella denominata Bernardelli-Bernstein dal nome dei suoi due scopritori e potrebbe impattare contro la stella della Terra. Cosa succederà in caso di scontro? Cerchiamo di scoprirlo assieme.

La cometa Bernardinelli-Bernstein si sta dirigendo nel nostro sistema solare (Adobe Stock)
La cometa Bernardinelli-Bernstein si sta dirigendo nel nostro sistema solare (Adobe Stock)

La cometa in questione è davvero gigantesca e secondo gli addetti ai lavori è la più grande mai vista in assoluto. Ha infatti delle dimensioni molto simili a quelle di un pianeta nano, ma per rispondere alla domanda di cui sopra, secondo quanto scrive l’agenzia Ansa non vi sarebbe alcune pericolo, in particolare per la Terra, in quanto, nel momento di massimo avvicinamento al Sole, previsto fra esattamente dieci anni, nel 2031, sarà molto lontano da noi, oltre l’orbita di Saturno.

Cometa verso il sole (Foto Meteoweb.eu)
Cometa verso il sole: i dettagli (Foto Meteoweb.eu)

LA COMETA GIGANTESCA BERNARDELLI-BERNSTEIN, IN VIAGGIO VERSO IL SOLE: ECCO COSA SAPPIAMO

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Ma come mai è così considerata così grande questa cometa? Semplicemente perchè ha un diametro di ben 155 chilometri, cosa tutt’altro che usuale per oggetti di questo tipo, e inizialmente era stata casualmente scambiata appunto per un pianeta nano durante la sua prima apparizione, datata 2014, in occasione della campagna Des, (Dark Energy Survey), durata diversi anni e dedicata allo studio dell’energia oscura, quell’energia misteriosa che occupa ben il 75 per cento del nostro universo e a cui gli scienziati non sanno ancora dare una risposta. Bene, durante quella campagna vennero scoperti oggetti cosmici lontanissimi, ben 400 nuovi “intrusi” del sistema solare, fra cui anche la Bernardelli-Bernstein: «Sembrava più reale della maggior parte delle cose che avevamo mai osservato» aveva raccontano proprio Bernardelli in un’intervista a Space.com, per poi aggiungere: «È molto raro vedere grandi comete, fondamentalmente perché, a meno che non vengano riprese nel loro primo o secondo passaggio, la maggior parte del loro materiale sparisce lungo il viaggio».

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Bernstein aveva invece commentato: «Questo è un onore insolito per un cosmologo», sottolineando il fatto che l’astro portasse il suo nome e quello del suo collega: «In effetti, volevamo che la cometa si chiamasse Comet DES, come il progetto, e non come un’esibizione di Gary e Pedro ma a quanto pare è contro le regole». Durante la sua prima apparizione la cometa si trovava a 29 unità astronomiche UA, la distanza dalla terra al sole, provenendo da ben 40mila UA, e quando sarà più vicina al sole avrà una distanza di 10.97 UA. La cometa non sarà visibile a occhio nudo ma secondo gli esperti il suo passaggio dovrà essere studiato con attenzione in quanto occasione unica per scoprire i segreti del sistema solare.

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