Cos’è questa macchia rossa su Giove che sta crescendo?

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C’è una misteriosa macchia rossa su Giove che sta attirando l’attenzione da anni degli scienziati e degli astrofisici. Per cercare di scoprirne i segreti la Nasa, l’agenzia spaziale degli Stati Uniti, ha mandato la sua sonda Juno 5 anni fa sul pianeta gassoso, e ad oggi sono stati scoperti molti dettagli su questa particolare “macchia”, anche se la stessa continua ad essere misteriosa quanto affascinante e nel contempo inquietante.

Giove, il quinto pianeta del sistema solare in ordine di distanza dal Sole. Il più grande di tutti (Adobe Stock)
Giove, il quinto pianeta del sistema solare in ordine di distanza dal Sole. Il più grande di tutti (Adobe Stock)

Attraverso questa particolare sonda, si sono riuscite ad ottenere informazioni molto importanti che ovviamente non si sarebbero potute raccogliere con i normali telescopi terrestri, e fra queste appunto vi è anche lo studio della Grande Macchia Rossa, un anticiclone che ha circa 300 anni di età e che non è da escludere possa inghiottire la Terra. Negli ultimi anni, infatti, il fenomeno sta diventando sempre più importante, visto che nel 2017 la stessa macchia misurava circa 322 chilometri di diametro nell’atmosfera di Giove, con una profondità che secondo gli scienziati sarebbe pari a 50/100 volte il punto più profondo degli oceani terrestri.

NASA: la missione di Juno su Giove procrastinata fino al 2025 (Adobe Stock)
NASA: la missione di Juno su Giove procrastinata fino al 2025 (Adobe Stock)

LA GRANDE MACCHIA ROSSA DI GIOVE: UNA TEMPESTA PROFONDISSIMA

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Le ultime rivelazioni, però, avrebbero dimostrato che le dimensioni di questa tempesta si sarebbero ulteriormente estese, “Ciò significa che è una tempesta gigantesca”, ha commentato Yohai Kaspi, ricercatore di Juno presso il Weizmann Institute of Science in Israele. “Se mettessi questa tempesta sulla Terra, si estenderebbe fino alla stazione spaziale”. Della profondità di questa macchia ne ha parlato anche Marzia Parisi, ricercatrice presso il Jet Propulsion Laboratory della NASA, che intervistata dai microfoni di The Verge ha spiegato: “In passato alcuni esperti hanno ipotizzato che sarebbe stata molto, molto superficiale, magari decine di chilometri”, e secondi i nuovi dati questa tempesta potrebbe addirittura “raggiungere il nucleo di Giove”.

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Parisi ha aggiunto: “È sorprendente che sia così profondo, ma è anche sorprendente che non vada così in profondità come gli altri getti”. Quindi sta accadendo qualcosa a 500 chilometri di distanza che sta sostanzialmente smorzando la Grande Macchia Rossa”. A complicare il tutto, il fatto che attorno a questa “depressione” vi siano delle correnti a getto che si estendono ancora più in profondità, addirittura a 3.000 chilometri sotto la superficie delle nuvole di Giove, anche se ciò non è comunque ancora stato studiato nei dettagli. Secondo alcuni addetti ai lavori questo ciclone gigantesco potrebbe scomparire nel giro di 10 anni, ma non tutti sono d’accordo: nel frattempo la sonda Juno continuerà a raccogliere informazioni e ad avvisarci ogni qual volta registrerà un’anomalia.

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