Play to Earn, la nuova moda nei videogame: come si guadagna e che serve per farlo?

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Avete mai sentito parlare del Play to Earn? Significa giocare per guadagnare e in poche parole consiste nell’ottenere soldi in cambio di passare del tempo sui videogiochi. Si tratta di un’evoluzione dei tempi moderni, e precisamente dell’applicazione degli NFT al mondo dei videogame.

Sorare Fantasy Football, 7/1/2022 - Computermagazine.it
Sorare Fantasy Football, 7/1/2022 – Computermagazine.it

Un NFT, Non-Fungible Token o token non fungibile in italiano, è un tipo speciale di token crittografico, ovvero, un insieme di informazioni digitali, per dirla in parole povere, che rappresenta l’atto di proprietà e il certificato di autenticità scritto su blockchain di un bene unico, che sia digitale o fisico. Si tratta di una sorta di certificato di autenticità riguardante lo stesso NFT che risulta ovviamente essere unico e totalmente differente rispetto ad un altro.

VIDEOGIOCHI PLAY TO EARN: GIOCARE E GUADAGNARE. ECCO COME FUNZIONA

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Ma cosa c’entra tutto questo con i videogiochi? Semplicemente negli ultimi tempi sono iniziati a circolare i cosiddetti videogame Play to Earn, che a differenza di un normale videogioco, permettono di prendere possesso di oggetti virtuali ottenibili appunto giocando. Al momento, come scrivono i giornalisti di Multiplayer, si tratta di videogiochi ancora un po’ bruttini, e soprattutto insulsi, frequentati in particolare da gente che prova a cercare fortuna e che punta ad ottenere gli oggetti il più velocemente possibili attraverso la ripetizione di fasi di gioco “ultra ripetitive in modo ossessivo e usando bot alla bisogna, cercando di massimizzare i profitti”. Per poter giocare a questi videogiochi è necessario disporre di una criptomoneta, e la maggior parte di questi giochi utilizza Ethereum: di conseguenza bisogna acquistare ETH attraverso soldi veri da un cambio crypto. Fra i videogame di questo tipo più noti troviamo Axie Infinity, che è una sorta di Pokemon che è diventato noto nell’ambiente, purtroppo per le numerose truffe subite dagli utenti e per l’inflazione indotta dagli sviluppatori dello stesso. Per poter giocare bisogna acquistare tre mostri NFT dai 200 dollari in su. Fra i giochi più noti appartenenti a questa categoria, anche il videogame di calcio “Sorare Fantasy Football”, gioco in cui bisogna collezionare figurine di calciatori virtuali: bisogna assemblare una squadra di cinque carte per iniziare a giocare, acquistandole dal negozio NFT interno.

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Peccato però che le carte migliori, di cui viene prodotto un solo esemplare, raggiungano prezzi folli, come ad esempio quella di Mbappè, venduta a 55mila euro. Conclusione? “In questo momento – scrive Mutliplayer – il vero problema del modello play-to-earn è che i giochi sono mediamente molto brutti, le pratiche economiche sono opache con coinvolte misteriose entità finanziarie e la speculazione selvaggia. Si tratta sicuramente di un universo fatto di tanti soldi da investire per iniziare a giocare, di codifiche diverse per questo e quello, di tool per tenere sotto controllo il mercato, di comunità ossessionate dalla compravendita degli oggetti di gioco che sembrano più gruppi di broker che di giocatori e di prezzi assurdi per beni senza valore, ma di videoludicamente interessante non abbiamo visto assolutamente nulla”. Meglio lasciar perdere, per ora…

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