Arriva la giacca soft robot, ovvero un computer che indossi integrata ad un robot, ma non solo

Di qualunque nuova invenzione si parli, ultimamente l’attenzione alle persone diversamente abili è sempre uno dei plus che le aziende mettono in campo per realizzare questo o quel dispositivo.

Giacca tech - Computermagazine.it 20220919
Giacca tech – Computermagazine.it

Ed è proprio questo che deve aver pensato un ingegnere americano, che ha ideato una giacca nera e lucida che sembra meritare anche l’appellativo di “giacca tech“, essendo in grado di svolgere funzioni logiche senza componenti elettronici.

Quello che la giacca creata dall’ingegner Preston, questo il nome dell’inventore, sa fare, è alzare e abbassare il cappuccio premendo un solo pulsante che contiene una memoria a 1 bit che memorizza lo stato del cappuccio.

“Una logica durevole non elettronica in un dispositivo basato su tessuto”

Soft robot - Computermagazine.it 20220919
Soft robot – Computermagazine.it

Bisogna ammetterlo: si tratta di un progetto molto particolare, soprattutto considerato che il cappuccio della giacca non contiene chip o batterie. In pratica è formato da pezzi di taffetà incollati tra di loro per creare delle piccolissime sacche gonfiabili, collegate da tubi in materiale morbido integrati nella giacca.

La domanda resta: ma come si gonfia il cappuccio? Semplice: basta premere dei pulsanti sul capo che permettono di regolare il flusso di aria che scorre nelle sacche e proveniente da una bomboletta di CO2.

Presto ha spiegato il suo progetto facendo un parallelo tra le sacche piene di aria ed i transistor. In un circuito elettronico i transistor controllano il passaggio degli elettroni, mentre in questo caso “stiamo solo sostituendo la tensione con la pressione e la corrente con il flusso di un fluido, che in questo caso è l’aria“, spiega Preston.

In pratica il team di sviluppatori ha creato un inverter basato sull’aria. In un circuito elettronico, un inverter riceve un input di tensione elevata lo trasforma in tensione bassa. Nel caso della giacca, una delle sacche converte da alta a bassa – o viceversa – l’aria in ingresso.

La tecnologia usata si ispira è ispirata alle applicazioni di difesa impiegate durante la guerra fredda, quando degli ingegneri progettarono dispositivi logici basati sull’aria in modo che il nemico non potesse manometterli utilizzando impulsi elettromagnetici.

La giacca tech fa parte dei cosiddetti soft robot, macchine automatizzate e programmabili realizzate con materiali flessibili come gomma, silicone o tessuto, con le quali l’uomo può anche lavorare di concerto perché hanno un tocco più delicato: “Se mentre stai lavorando ti colpisce un robot, sei fortunato se finisci in ospedale – ha commentato un ingegnere non coinvolto nel progetto – Se invece vieni colpito un soft robot, un grande airbag, ci si mette a ridere“.

Sta a significare che i soft robot dovrebbero riuscire a integrarsi in modo più agevole e sicuro nelle normali attività umane. Dal momento infatti che gli elementi logici sono fatti di tessuto, la giacca intelligente di Preston assomiglia più a un normale giubbotto che a un capo pieno di componenti elettronici o rigidi.

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