Pericolo Clubhouse: possibile vendita sul Dark Web dei dati 3 Mld di utenti

Oltre al danno, la beffa. Il “furto” di dati di oltre 3 miliardi di utenti iscritti (e non) all’app ClubHouse non bastava. Ora pare che quegli stessi dati siano probabilmente stati destinati a un’asta sul dark web per essere venduti. A chi, e quale scopo?

Clubhouse (Adobe Stock)
Clubhouse (Adobe Stock)

Il data breach riguarderebbe i dati di 3,8 miliardi di utenti iscritti a Clubhouse e non solo: sembra infatti che il misterioso Arsenio Lupin del dark web avrebbe rubato i dati presenti nelle rubriche di tutti gli utenti dell’app. Questo perché Clubhouse, nel momento in cui assimila i dati dei suoi nuovi utenti, riceve il permesso di entrare nelle rubriche e acquisire anche i numeri salvati.

Data breach ClubHouse: dati in vendita all’asta sul dark web

Dark Web (Adobe Stock)
Dark Web (Adobe Stock)

I dati rubati, secondo fonti non meglio identificate, sembra saranno messi all’asta sul dark web il prossimo 4 settembre. Una data storica per gli internauti: è il giorno in cui è stato fondato Google, il colosso di Mountain View nato come motore di ricerca e diventato negli anni uno dei maggiori fornitori di servizi web al mondo.

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Un database decisamente importante, se è vero come è vero che la “rubrica” di ClubHouse contiene non solo i numeri dei suoi iscritti, ma anche di tutti i numeri presenti nelle rispettive rubriche. Ma cosa se ne faranno nel dark web di tutti questi numeri? Oltre a “rivenderli all’asta”, possibile che ne esca fuori una specie di “classifica di popolarità”, ossia verificare quante persone hanno in rubrica lo stesso numero di telefono.

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Insomma, anche se non si utilizza questa applicazione, è probabile che il proprio numero di telefono venga compromesso a causa del furto del database di ClubHouse. Una popolarità di ritorno non propriamente desiderata, si potrebbe dire.

Non è la prima volta che al nome di ClubHouse viene accostata la notizia di una fuga di dati. Già lo scorso aprile il CEO dell’app aveva smentito la notizia di un furto di dati, che era stato annunciato sul web ma che di fatto non era mai avvenuto. In questo senso viene anche il dubbio che pure questa volta si tratti di un fake, ma al momento dall’azienda non sono arrivate né conferme né smentite.

Quello che si sa, è tutto ipotetico. Salvo un Tweet di Marc Ruef, ricercatore specializzato di Cyber Security, il quale per primo ha dato la notizia del data breach con un tweet in cui spiega quello che sarebbe successo a ClubHouse. Che nel frattempo, fuga di dati o meno, avrebbe perso di popolarità. Secondo le stime degli esperti di settore, infatti, sarebbero sempre di meno gli utenti che scaricano ed utilizzano questa applicazione.

 

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