Dopo aver guadagnato 750 mln di dollari Tim Cook pronto a lasciare Apple, ma prima deve realizzare questa meraviglia

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Rivoluzione in vista per Apple, dove Tim Cook potrebbe lasciare il ruolo di CEO dopo 10 anni al comando, ma non prima della presentazione degli occhiali smart.

Tim Cook (foto Getty Images)
Tim Cook (foto Getty Images)

Riavvolgiamo il nastro e torniamo indietro nel tempo. Tim Cook è entrato in Apple nel 1988, dopo aver incontrato Steve Jobs con il ruolo di vicepresidente, dopo un colloquio con Jobs. Dal 17 gennaio 2011 è diventato amministratore delegato a causa della malattia di Steve. Il 24 agosto 2011 è stato nominato CEO dopo le dimissioni di Jobs. Nel corso degli ultimi 10 anni ha fatto diventare Apple l’azienda con più fatturato al mondo, facendola entrare nel ristrettissimo “club” degli oltre 1000 miliardi di valutazione, più di tanti altri grandi stati.

Apple oramai è un’entità quasi autonoma e così Tim Cook è pronto a lasciare il ruolo di CEO, anche se non immediatamente. Ad affermarlo è Mark Gurman di Bloomberg, che nella sua rubrica “Power on”, spiega come il dirigente aspetti solo il lancio di alcuni nuovi dispositivi prima di passare il testimone.

Tim Cook si dimette da Apple, ma prima arrivano gli occhiali smart

Tim Cook (foto Getty Images)
Tim Cook (foto Getty Images)

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Gurman spiega che, da quanto si evince all’interno dell’azienda di Cupertino, Cook voglia restare per realizzare una nuova categoria di prodotti, con tutta probabilità gli occhiali per la realtà aumentata e non un’auto, come in molti credono. L’auto autonoma di Apple infatti è ancora lontana come progetto, mentre gli occhiali smart potrebbero venire presentati non prima del 2022.

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Tutto dipenderà dalle decisioni che prenderà la società sul tipo di prodotto da sviluppare. Infatti negli ultimi anni si è insistito molto su un paio di occhiali connessi che Apple starebbe sviluppando con alcune aziende del ramo, come la Akonia Holographics. L’uscita anticipata del prodotto potrebbe significare la presentazione di un modello meno futuristico, capace di produrre contenuti in realtà aumentata, sovrapposti all’ambiente trasparente circostante.

Per certi versi questo progetto richiama quello degli oramai vetusti Google Glass, una scelta sbagliata nei tempi da parte del gigante di Mountain View. Allo loro uscita infatti la tecnologia era tutt’altro che matura, con la relativa bocciatura del mercato, che non poteva accettare un prodotto ad alto costo che non fosse evoluto dal punto di vista tecnologico e al tempo stesso anche gradevole.

L’aspetto esteriore, da tradizione Apple, sarà accompagnato da una primizia tecnologica tale che potrebbe diventare la nuova bandiera della società: dopo le rivoluzioni iPhone e iPad, questo potrebbe essere il trittico conclusivo per la loro sublimazione tecnologica.

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