Tesla diventa un horror con due morti e tre feriti: preoccupazione per i casi in aumento

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L’EV di Musk ancora protagonista di un agghiacciante fatto di cronaca nera. Ma stavolta l’autopilot non c’entra nulla: la colpa è tutta del pilota.

Tesla Model S (Adobe Stock)
Tesla Model S (Adobe Stock)

Due morti e diversi feriti è il tragico bilancio dell’ultimo incidente stradale che ha visto coinvolta una Tesla a Palm Harbour, in Florida. L’electric vehicle prodotto dalla casa fondata da Elon Musk è praticamente da sempre sotto la lente di ingrandimento per via degli incidenti avvenuti con il sistema Autopilot, che sfrutta diverse telecamere e sensori per aiutare gli automobilisti, ironia della sorte, a tenere una guida più sicura.

E proprio la diffidenza nei confronti dell’Autopilot ha fatto balzare di nuovo il marchio Tesla sulle colonne della cronaca nera. Ma stavolta, il sistema di guida assistita non c’entra nulla. Secondo i rilievi degli agenti intervenuti sul teatro della tragedia, l’Autopilot non era in funzione. L’incidente, cioè, sarebbe interamente da attribuire all’alta velocità. Errore umano, in altre parole.

Due vittime e diversi feriti, ma le circostanze scagionano la Tesla

Tesla, scagionato l'Autopilot, a Palm Harbour fu errore umano (Adobe Stock)
Tesla, scagionato l’Autopilot: a Palm Harbour fu errore umano (Adobe Stock)

Veniamo dunque alla disgrazia di Palm Harbour. Il rapporto degli ufficiali indica che la Tesla Model S ha accelerato in prossimità di uno stop, colpendo violentemente un marciapiede. L’impatto ha fatto impennare la vettura, che si è schiantata contro il muro posteriore di una casa in prossimità dell’incrocio, distruggendo una stanza, demolendo parzialmente il tetto e uccidendo una donna di 69 anni e il suo cane. Le altre persone presenti in quel momento nell’abitazione sono rimaste illese, ma una donna di 43 anni di Odessa a bordo della Model S ha perso la vita. Il conducente, un uomo di 43 anni, e altri due passeggeri sarebbero finiti in ospedale.

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A partire dal 2016, tre persone sono morte al volante di una Tesla mentre l’Autopilot era in azione. In due episodi su tre, la macchina non ha frenato in tempo mentre dei mezzi agricoli stavano attraversando la strada. Nel terzo, invece, i sensori non hanno impedito lo scontro con uno spartitraffico di cemento. Ciò nonostante, la casa di Musk assicura che, statistiche alla mano, le proprie vetture restano più sicure rispetto a quelle dei competitors.

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Pur ricordando che l’Autopilot era inserito durante diversi incidenti degli ultimi anni, è doveroso puntualizzare che Tesla si è praticamente sgolata nel tentativo di ricordare agli automobilisti che quello montato sui suoi EV non è un sistema di guida autonoma, ma di guida assistita. Pertanto, il guidatore è tenuto a tenere volante e strada sotto controllo anche quando l’Autopilot è attivo, per entrare in azione ove ve ne fosse bisogno. Una raccomandazione fondamentale, ma forse non sufficientemente recepita agli automobilisti.

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