Attacco Hacker alla San Carlo: le famose patatine nei guai

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Continuano gli attacchi hacker alle aziende italiane, prima Siae, ora San Carlo, azienda leader di patatine e snack.

Attacchi informatici compromettono la sicurezza delle aziende italiane – Computermagazine.it

A colpire il gruppo San Carlo è stata la gang “Conti”, attiva in questo particolare tipo di attacchi. Le azioni del gruppo sono contro aziende, istituzioni, forze dell’ordine. L’arma utilizzata dalla gang Conti è la tecnica ransomware, cioè un tipo di malware che limita l’accesso al dispositivo che infetta, richiedendo un riscatto da pagare per rimuovere la limitazione. L’utente è quindi costretto a pagare per riavere i dati nelle proprie mani. In questo caso però l’azienda San Carlo ha deciso di non cedere alle minacce degli hacker e quindi di non pagare tale riscatto. I tecnici hanno agito nell’immediato per isolare e contenere la minaccia. Altro motivo che spinge la nota azienda di snack a non pagare il riscatto è il possesso dei backup di sistema, per questo ha sporto denuncia alla Polizia postale in Lombardia, dove ha sede l’azienda. San Carlo ha dichiarato “al momento alcuni servizi informatici sono solo parzialmente funzionanti, ma l’operatività del gruppo è comunque garantita, dalla produzione alla distribuzione, alla vendita dei nostri prodotti”. E’ probabile che alcuni dati siano stati danneggiati o trafugati, come passaporti, piani di spesa o documenti dei dipendenti.

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Attacco hacker contro l’azienda San Carlo – Computermagazine.it

Gli attacchi informatici in Italia

Purtroppo San Carlo è solo una delle tante aziende colpite dall’azione degli hacker. Qualche giorno fa anche Artsana Group a cui appartengono marchi di prodotti sanitari e per l’infanzia come Chicco e PreNatal hanno dovuto fare i conti con i malware.

Anche la Siae alcune settimane fa è stata colpita ed è stato uno dei colpi più gravi. I file rubati erano circa 28 mila, con un peso pari a 70GB. Gli hacker per spaventare gli autori hanno mostrato una parte di questi file, circa 2GB. Il riscatto che veniva chiesto, ai danni della Siae era di 3 milioni di euro per bloccare la diffusione di tutti i file. La Siae ha rifiutato di pagare il riscatto e gli hacker hanno deciso di mettere in vendita i file al prezzo di 500 mila dollari in bitcoin.

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In Italia la maggioranza delle aziende rischia di imbattersi in un attacco ransomware a causa delle falle di sicurezza dei software e delle continue esposizioni dei sistemi su internet. Nonostante ciò, la celebre azienda di patatine è riuscita ad aggirare l’attacco, ripristinando la piena funzionalità senza subire danni irreparabili.

 

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