Fibra Ottica e Terremoti: ecco lo studio Made in Italy per monitorare e prevenire possibili disastri

Basta un cavo in fibra ottica per dormire sogni tranquilli la notte; attenzione, non lo stiamo dicendo noi, bensì uno studio italiano che si occupa propriamente di rilevare la frequenza di terremoti che si verifica ogni giorno. Quali sono stati i risultati delle loro analisi?

Fibra Ottica e Terremoti: ecco lo studio Made in Italy per monitorare e prevenire possibili disastri
Calcolare questa tipologia di disastri potrebbe essere un ottimo modo per evitare che avvengano all’improvviso – Computermagazine.it

Un progetto italiano avrebbe come scopo quello di rilevare gli eventi sismici tramite un cavo in fibra ottica sottomarino. Si tratta di una lunghissima tratta di ben 50 km che collega la centrale TIM di Vulcano a Milazzo, e dal momento che sia un esperimento importante sono stati coinvolti i gruppi di ricerca dell’INGV, acronimo di Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia italiano, e il GFZ, ossia il Centro di ricerca tedesco per le geoscienze.

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L’obiettivo sarebbe il seguente: seppur ci abbiano già provato in passato, adesso, facendo ancora uso del principio tecnologico DAS, che sta a significare Distributed Acoustic Sensing, vogliono inviare degli impulsi di luce nella fibra per registrare il segnale retrodiffuso, con cui è possibile ottenere delle analisi generali del movimento della terra. Ma in che modo dovrebbe funzionare?

L’esito dell’esame

Fibra Ottica e Terremoti: ecco lo studio Made in Italy per monitorare e prevenire possibili disastri
Fortunatamente i nuovi sistemi permettono di fare l’impossibile – Computermagazine.it

In questo caso la situazione è molto più vantaggiosa di altre per il semplice fatto che l’intero cavo ottico funge da rilevatore, quindi aumenta anche la precisione dei dati inerenti al movimento della terra e la possibilità di studiare e anticipare le attività sismiche. L’esperimento nelle acque siciliane è durato circa un mese, riuscendo a collezionare segnali con una risoluzione spaziale di 4 metri e temporale di 1 kHz.

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Così facendo sono riusciti ad acquisire, con una certa continuità, ben 20 TB di dati che ora verranno sottoposti a indagini più accurate, sebbene quelle preliminari abbiano già mostrato l’accuratezza nel rilevamento dei segnali sismici. Comunque sia, la novità vera e propria rimane il fatto che abbiano utilizzato un cavo in fibra ottica di TIM già posato e sfruttato per fini più tradizionali, come la connettività di rete per esempio. È stato sufficiente installare presso la centrale TIM di Vulcano il dispositivo DAS per trasformare il cavo in un rilevatore sismico, rendendo possibile l’esecuzione di un esperimento tanto complicato quanto impattivo.

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